SI PARTE PER L’AVVENTURA!
Con “La regina della neve” si varca un altro mondo
Quest’anno, il mio ultimo anno di scuola, si sta rivelando un’avventura piena di sorprese che ogni giorno mi coinvolge in modo nuovo e inaspettato. In diverse classi di scuola primaria propongo l’incontro con un libro, scelto in collaborazione con l’insegnante in base ai suoi contenuti e alle caratteristiche della classe. In ogni classe la proposta di lettura si dipana in tre interventi settimanali, di un’ora ciascuno, e si declina in forme ogni volta diverse, a seconda degli spunti che man mano la lettura offre.
Ogni volta aprire la porta di un’aula è come varcare la soglia di un mondo in cui immergermi insieme ai miei trepidanti compagni di viaggio. “Si parte per l’avventura” è il grido di battaglia e la disposizione d’animo che, grandi e piccoli, condividiamo nell’aprire il libro. Poi inizia la storia e, anche se seduti nei banchi, non siamo più qui.
In classe seconda è terminata in questi giorni la lettura de La regina della neve, una delle fiabe più articolate e affascinanti di Andersen. È divisa in sette storie e la prima, “[…] che tratta dello specchio e delle schegge”, ci introduce subito in un mondo dove, a dispetto del più moderno relativismo, il Bene e il Male hanno un volto preciso, inequivocabile, che i bambini riconoscono e capiscono bene. La realtà che era buona, diventa brutta e cattiva per la malefica invenzione di uno specchio malvagio che distorce ogni cosa che vi si rifletta. Giochiamo al “gioco dei contrari”: di ogni qualità troviamo il suo opposto, di ogni azione troviamo il suo riverbero, triste o lieto, nel cuore dei protagonisti, Kay e Gerda, e nel cuore dei bambini stessi che subito si identificano in essi. Kay, che ha ceduto al male, si perde e deve essere ritrovato. La caduta esige un sacrificio di espiazione e Gerda parte per il “vasto mondo”, intrepida, alla ricerca dell’amico. Ogni storia racconta una tappa del suo incredibile viaggio: dal giardino della maga che vuole rubarle la memoria per trattenerla, ad una serie di incontri, con le cornacchie, con il principe e la principessa, con la figlia del brigante, con la renna, con le donne di Lapponia e di Finlandia, dove ognuno si commuove per il suo disarmato coraggio e si mette al suo servizio. Ogni incontro stupisce, affascina, diverte. Il momento che più commuove è la constatazione, da tutti condivisa, che Gerda non ha bisogno che le vengano donati poteri magici: il suo potere è il suo cuore puro, e poi c’è la preghiera che le ha insegnato la nonna, il Padre nostro.
Così vince la battaglia contro i malefici aiutanti della Regina, così, con le sue calde lacrime, scioglie il grumo di ghiaccio che paralizzava il cuore di Kay, così compongono la parola che li renderà liberi, eternità, che vuol dire per sempre.
La lettura è sempre seguita da domande, considerazioni, dialoghi. I bambini si riconoscono di volta in volta nell’uno o nell’altro personaggio. Pongo loro delle domande per avviare un lavoro di riflessione scritta: Anche tu hai un amico, un’amica? Che cosa ti piace di lui? Che cosa fate insieme? Vi capita di litigare? Anche tu qualche volta ti sei sentito come Kay? Anche tu hai aiutato un amico come ha fatto Gerda? Che cosa ti ha spaventato, fatto arrabbiare, commosso, divertito di questa fiaba?
Sono i primi testi su cui i bambini si cimentano, ma la motivazione è forte e questo li aiuta a esprimersi in pensieri semplici ma significativi. Disegnano con grande impegno i momenti della fiaba che li hanno più colpiti e i disegni sono sempre più accurati ed espressivi. Ogni piccola produzione viene rivista insieme, proposta a tutti, valorizzata. Con la suggestione di brani musicali adatti, abbiamo ripercorso le sette storie mettendo in scena alcuni dialoghi, abbiamo ballato, suonato, imparato e cantato la canzone composta sul tema, “Storia di amicizia”. Ogni bambino ha raccolto i brani più significativi della fiaba, i testi, i disegni, le considerazioni personali, in un fascicolo che è diventato così il suo libro.
Finito il viaggio siamo “tornati a casa”, ma, come prometteva l’inizio della fiaba, ora ne sappiamo di più di quello che prima sapevamo. Abbiamo esplorato il mondo fino alle terre del nord illuminate dall’aurora boreale, abbiamo riconosciuto che cosa fa bene o male al cuore e che cosa bisogna sacrificare per ritrovare l’amicizia perduta e conservarla per sempre.
Laura Vitale (scuola primaria)

