I Promessi Sposi pocket

Siamo felici di informarvi che la collana I LIBRI FONDATIVI edita da Sestante edizioni si è arricchita di un nuovo testo: I Promessi Sposi pocket.

Si tratta di una riduzione del celebre romanzo di Manzoni pensata apposta per poter essere letta ad alta voce in classe, per facilitare l’opportunità di far conoscere interamente l’opera a tutte le età e in tutti i contesti, in un modo gradevole, semplice ma non banale.

I Promessi Sposi sono uno di quei libri che racchiudono aspetti così fondanti l’umano che, anche con il passare del tempo, hanno sempre qualcosa da dirci. Non si tratta infatti di una semplice storia dal finale scontato, ma di un’opera che ci parla della libertà dell’uomo, della possibilità che abbiamo di scegliere se fare il bene o il male e di come questa scelta possa cambiare il nostro destino e di quelli che ci stanno intorno. Ci fa riflettere sul nostro senso della giustizia e su come reagiamo di fronte alle prevaricazioni che vediamo accadere nel mondo, mostrandoci l’intricato e misterioso groviglio nel quale le vite delle persone sono collegate. Ci provoca sulla possibilità che esista un disegno divino, che non cessa mai di cercarci e di recuperarci, ma che al contempo si ferma di fronte alla nostra stessa libertà, lasciando a noi l’ultima parola.

Questa riduzione pensata per i ragazzi (ma in realtà fruibile da chiunque) può essere un’occasione per riscoprire la profondità dei Promessi e affezionarsi alla storia di Renzo e Lucia. Prendere sul serio l’avventura umana dei suoi protagonisti per imparare a guardare l’avventura della nostra vita, arrivando magari a cogliere la speranza ultima che ha mosso Manzoni a dedicare così tanta cura al suo unico romanzo: la speranza che, in fondo, nonostante le circostanze della vita, un lieto fine sia possibile anche per noi.

Visita il sito dell’editore: https://www.sestanteedizioni.com/promessi-sposi-pocket/

Quaderno della bottega Vol. 4

È stato pubblicato da Bonomo il quarto volume dei “Quaderni del libro fondativo”.

Con questa nuova pubblicazione desideriamo continuare a mettere a disposizione degli insegnanti, in un formato pensato apposta per loro, le esperienze maturate negli anni attraverso la lettura di libri fondativi in classe.

Questa edizione è interamente dedicata alle fiabe di Hans Christian Andersen.

L’idea di leggere queste fiabe, non solo alla primaria, è da attribuire al professor Filippetti.

Molti insegnanti leggendo, a suo tempo, il libro da lui scritto “Educare con le fiabe” (Itaca edizioni) furono sorpresi dal fatto che quelle di Andersen in particolare, che si pensava confinate all’attenzione dei bambini, erano da lui utilizzate alle scuole superiori perché la loro lettura suscitava le domande vere sopite nel cuore di ognuno.

Si può dire che il professor Filippetti abbia “sdoganato” Andersen alle scuole superiori restituendo il senso originario alle intenzioni dello stesso Andersen che scrisse le sue 156 fiabe per tutti, non per i bambini. La presente raccolta di esperienze scolastiche dimostra l’attualità e la potenziale capacità di Andersen di venire incontro alle esigenze profonde degli studenti, dalla scuola primaria alle superiori.

In particolare il Quaderno 4 è diviso in tre parti, dedicate ai tre ordini di scuola: secondaria di II grado, secondaria di I grado e scuola primaria.

Si tratta di un’ulteriore verifica che è possibile vivere un’esperienza letteraria a scuola incontrando gli Autori, attraverso la proposta dell’insegnante che, con la lettura ad alta voce, comunica se stesso, suscitando quelle domande esistenziali che devono essere poste per lo sviluppo della persona.

Desideriamo ringraziare di cuore tutte le insegnanti che hanno collaborato alla pubblicazione di questo nuovo Quaderno: Roberto Filippetti, Anita Dalle Donne, Patrizia Beraud, Eleonora Alga, Mirella Amadori, Maria De Nigris, Francesca Novella, Raffaella Penzo. Maria Teresa Benecchi, Elena Gallicani e Laura Vitale.

Corso annuale 2024-2025

BELLEZZA E SIGNIFICATO NELLA LETTERATURA: PER UNA LETTURA E SCRITTURA CREATIVA A SCUOLA

Ci sono testi che permettono di intercettare un significato per vivere, approfondendo la comprensione di sé e del mondo. Stiamo verificando che la loro lettura a scuola è un’attività didattica efficace, che può rispondere al bisogno educativo dei ragazzi. E’ il tentativo di far vivere alla classe una vera esperienza letteraria, scoprendo e riflettendo sugli elementi fondanti l’umano. L’edizione di quest’anno è dedicata alla possibilità, attraverso la letteratura, di proporre una lettura e una scrittura creativa in classe.

ll corso si articola in quattro webinar che si svolgeranno il giovedì dalle 17 alle 19.

  • 14 novembre Lettura in classe: far emergere le domande – esempi ed esperienze. Interverrà come relatore Gianfranco Lauretano.
  • 9 gennaio Dal leggere allo scrivere: giungere a un’attività di scrittura creativa attraverso il metodo e l’educazione alla comprensione del testo (letture da «Le avventure di Pinocchio», «Il richiamo della foresta», racconti del Vangelo…). Interverrà come relatore Gianfranco Lauretano.
  • 27 febbraio Seguendo la corsa di Pinocchio: destino e libertà del burattino più famoso del mondo. Interverrà come relatrice Emma Bacca.
  • 28 aprile Condivisione e confronto sulle esperienze vissute durante l’anno. Modereranno l’incontro Maria De Nigris e Paolo Ferrero Merlino.

I partecipanti saranno invitati a sperimentare loro stessi nelle loro classi il metodo della Bottega, partecipando attivamente alla verifica e alla crescita della nostra proposta.

Le iscrizioni sono aperte dal 7 ottobre al 6 novembre, trovate tutte le istruzioni al seguente link: http://www.diesse.org/lebotteghedellinsegnare/il-libro-fondativo

Ovviamente scriveteci pure se volete altre informazioni.

Corso annuale 2023-2024

E VISSERO PER SEMPRE FELICI E CONTENTI: PROMESSA E RISCATTO NELLE FIABE POPOLARI

Ci sono testi che permettono di intercettare un significato per vivere, approfondendo la comprensione di sé e del mondo. Stiamo verificando che la loro lettura a scuola è un’attività didattica efficace, che può rispondere al bisogno educativo dei ragazzi. E’ il tentativo di far vivere alla classe una vera esperienza letteraria, scoprendo e riflettendo sugli elementi fondanti l’umano. L’edizione di quest’anno è dedicata in particolare alle fiabe popolari.

ll corso si articola in quattro webinar che si svolgeranno il giovedì dalle 17 alle 19.

  • 9 novembre La fiaba di Italo Calvino: tra verità e destino, anche un ubriaco può essere re. Interverrà come relatrice Emma Bacca.
  • 6 dicembre Da Perrault ai Fratelli Grimm: è tua la strada per essere re. Interverrà come relatrice Emma Bacca.
  • 15 febbraio Caddero tre mele dal cielo: una per chi racconta, una per chi ascolta, la terza per il mondo intero. Mistero e felicità nelle fiabe della tradizione armena. Interverrà come relatrice Antonia Arslan.
  • 2 maggio Condivisione e confronto sulle esperienze vissute durante l’anno. Modereranno l’incontro Maria De Nigris e Paolo Ferrero Merlino.

I partecipanti saranno invitati a sperimentare loro stessi nelle loro classi il metodo della Bottega, partecipando attivamente alla verifica e alla crescita della nostra proposta.

Le iscrizioni sono aperte dal 7 al 29 ottobre, trovate tutte le istruzioni al seguente link: http://www.diesse.org/lebotteghedellinsegnare/il-libro-fondativo

Ovviamente scriveteci pure se volete altre informazioni.

TIENI GLI OCCHI APERTI

Storie da leggere e da cantare

Nell’aula il silenzio e l’attesa, la storia sta per iniziare. mmmmmmmmmmm Ogni storia è per me, per te, parla di noi, della nostra vita,mmmmmmmmmmm delle paure e del desiderio, del dolore e della gioia.mmmmmmmmmmmm Oggi saremo Kay e Gerda nel girotondo del bene e del male. mmmmmmm Saremo Pinocchio che vuole e non vuole essere un bambino, mmmmmmm avere un padre o fuggirlo. mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Saremo Magellano, a giocarci la vita su rotte sconosciute. mmmmmmmmm Saremo Odisseo mai sazio di avventura e che anela la casa, mmmmmmmm ma più ancora l’ignoto e l’infinito. mmmmmmmmmmmmmmmmmmm Saremo piccoli, improbabili eroi presi in un giro mmmmmmmmmmmmmm più grande di noi, che ci fa grandi e ci compie. mmmmmmmmmmmmm Davvero una mitica compagnia per affrontare l’unica, mmmmmmmmmmm autentica avventura: spalancare gli occhi alla realtà e, mmmmmmmmmmmm sorpresi dalla sua bellezza, indagarne il Mistero.

Queste canzoni sono nate così, mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm parole e musica sgorgate insieme, mmmmmmmmmmmmmmmmmmmm come una sonora sorgente inarrestabile. mmmmmmmmmmmmmmmm Scaturite tra una pagina e l’altra dei nostri libri, mmmmmmmmmmmmmmmm in giorni e anni di scoperte condivise e di amicizia mmmmmmmmmmmmmm cresciuta tra i banchi della nostra scuola. mmmmmmmmmmmmmmmmmm Le abbiamo cantate insieme perché parlano di noi. mmmmmmmmmmmmm Ci muovono, come un popolo che si alza e inizia il cammino. mmmmmmmmm Ci commuovono, muovono i nostri cuori in una danza mmmmmmmmmmm che rende più lieto l’impegno di ogni giorno, mmmmmmmmmmmmmmmm più avvincente la strada, più chiaro lo scopo.

I dodici brani da me scritti e musicati, sono stati arrangiati e incisi nello studio di Tappeti Sonori, grazie alla collaborazione artistica di Walter Muto, tecnica di Ivano Conti e alla interpretazione vocale di Miriam Bragantini e sono ascoltabili sulle diverse piattaforme, Spotify, Youtube, Deezer, Amazon, basta digitare titolo e autore. 

È stato pubblicato anche un libro, illustrato da Miriam Zaccara, con i testi delle canzoni e i Qrcode per accedere direttamente al brano richiesto. Per l’acquisto del libro Tieni gli occhi aperti il riferimento è quello della scuola paritaria Angela Merici di Desenzano del Garda che ne ha promosso la produzione: segreteria@scuolangelamerici.it

Laura Vitale (Scuola primaria)

VIAGGIARE LEGGENDO

Che cosa può accadere in classe leggendo Magellano

Desideri, viaggio, grandi domande, cuore, ideale, scoperta, uomini… Cosa hanno in comune queste parole? mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Basta tuffarsi nel percorso scolastico di una classe quarta di scuola primaria e scoprire che questi termini sono stati incontrati dai bambini durante l’anno. Sono stati oggetto delle loro esperienze, dei loro dialoghi e delle loro riflessioni.

Come team docente, a inizio anno scolastico, avevamo pensato di proporre ai ragazzi la lettura ad alta voce in classe di un libro fondativo “Magellano –  riduzione per ragazzi dell’omonimo romanzo di Stefan Zweig” (Molinari – Farina – De Nigris). mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Il nostro desiderio era quello di far incontrare i ragazzi con un grande uomo, famoso per le sue scoperte e per il suo viaggio, ma anche far riflettere loro su temi importanti come l’amicizia, il coraggio, la sfida, l’ideale. Leggere ad alta voce li avrebbe condotti a conoscere profondamente questo personaggio, a porsi questioni grandi e lasciarsi cullare dalla bellezza del “qualcuno legge per te, con te…” dedicando del tempo a ciascun alunno e creando uno spazio unico e speciale, pensato solo per quel gruppo classe.  

Così, per preparare il terreno a questo incontro, abbiamo inizialmente affrontato un percorso che presentava come tema il viaggio. mmmmmmmm “Se devi costruire una nave, non radunare uomini per raccogliere legna e distribuire compiti. Ma insegna loro la nostalgia del mare infinito” – A. de Saint-Exupery. mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Questo il motto scritto su una delle vele del veliero che i ragazzi hanno disegnato e appeso in classe, sulle altre sono state incollate alcune stelle che riportavano per iscritto i loro desideri per l’anno in corso e alcune valigie, caricate sulla stiva, a simboleggiare quanto ciascun ragazzo si portasse dietro come bagaglio di conoscenza in vista del viaggio.

Sono iniziate così le esperienze a tema “viaggio”, come la visione di un film sul mito del mare e dei naviganti; la progettazione e la costruzione di barche che dovevano superare la “prova del mare”, ossia galleggiare; lo studio delle carte e dei nodi marinari, del sestante, dell’orientamento in mare grazie all’incontro con un velista esperto. mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Si è parlato anche di stelle e di orientamento notturno e così ogni alunno ha potuto riflettere ed esprimere quali desideri – stelle –  portava nel cuore, se e in quale modo affrontava le esperienze col fine di esaudirli. L’impegno, il coraggio, la determinazione e la costanza sono stati gli elementi caratterizzanti i dialoghi del gruppo, tutti necessari per perseguire gli obiettivi personali e far sì che essi potessero diventare un giorno realtà.

Il tempo ormai era maturo e un messaggio in bottiglia ha incuriosito gli alunni, pronti finalmente a lasciare il porto sicuro e affrontare il grande mare, con la curiosità di incontrare un personaggio misterioso che in passato aveva affrontato un grande viaggio. mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Questa è stata l’occasione per conoscere Magellano, le caratteristiche delle scoperte portoghesi e di scoprire una parte affascinante di storia. mmmmmm L’umanità di Magellano ha incuriosito i ragazzi, riempiendoli di domande e coinvolgendoli  nell’affrontare i dialoghi e nell’ascoltare la docente di italiano leggere settimanalmente il libro a voce alta.  mmmmmmmmmmmmmm Leggendo i vari capitoli del libro, la classe aveva modo di aumentare le proprie conoscenze sulla navigazione, sulle scoperte, sul periodo storico di riferimento. Attraverso la poetica della voce aveva modo di comprendere quanto sia importante leggere per intero un libro e non selezionarne solo una parte, così da venire davvero a contatto con l’autore e soprattutto immedesimarsi con il protagonista e la sua avventura.

Il libro “Magellano” racconta la storia di un uomo che ha speso tutta la sua vita per qualcosa di grande, per un ideale: viaggiare, scoprire e conquistare nuove terre. Cosciente del proprio limite, ha scelto di affrontare il viaggio con molti uomini che sono nel tempo diventati suoi amici o nemici e ha cercato, fino all’ultima battaglia che l’ha visto protagonista, di far avverare il proprio desiderio. Interessante è stato vedere come, all’interno del libro, emergessero dinamiche tipiche delle relazioni umane: il farsi compagnia, l’affrontare le fatiche assieme, lo scoraggiamento e il darsi forza a vicenda, il tradire l’altro… Questo ha permesso ai ragazzi di immedesimarsi prima con Magellano, provando a raccontare i suoi stati d’animo e le implicazioni che avrebbero portato alcune azioni circa il viaggio o le relazioni amicali nel gruppo dei naviganti. Inoltre sono sorte in loro grandi domande: cosa vuol dire amicizia? cosa significa tradire un amico? mi è mai capitato? qual è il mio grande ideale? sono disposto a tutto pur di perseguirlo? mmmmmmmmmmmmmmm Al termine di ogni lezione dedicata alla lettura del testo, veniva lasciato spazio alle domande, al confronto, alle riflessioni personali o condivise nel gruppo. 

Sono state disegnate le tappe salienti del viaggio, le 5 navi partite dal Portogallo, le battaglie e gli incontri di Magellano e dei suoi uomini dando libertà ai ragazzi di rappresentare quello che li ha colpiti di più. Sono state inoltre annotate le domande e le risposte che via via emergevano dalla lettura dei capitoli e creati dei racconti sul tema mare/viaggio. Il tutto è stato raccolto all’interno di un diario di bordo, come fece l’abile amico di Magellano, Pigafetta, del quale sono stati letti anche degli stralci dal diario del viaggio.

Durante la seconda parte dell’anno ci  hanno accompagnato  due esperti che ci hanno aiutato a continuare  questo viaggio in modi diversi. L’esperto di informatica ha insegnato ai ragazzi a utilizzare un programma di coding che li ha portati a riprodurre digitalmente il viaggio di Magellano. Con l’esperta di arti figurative, invece, i ragazzi hanno seguito un percorso artistico ed emotivo  che li ha portati alla realizzazione di un albo illustrato personale. Ogni incontro era preceduto dalla lettura di un albo o di un libro illustrato dando modo ai ragazzi di riflettere sulle loro emozioni e a porsi domande. In seguito veniva riportato il tutto in un’opera creata da loro in modo originale e utilizzando di volta in volta tecniche diverse. Ognuno di loro ha intrapreso un proprio viaggio realizzando vari elementi: l’oceano, il volto di un personaggio non conosciuto che potrebbe abitare oltre la linea dell’orizzonte, l’onda, le nuvole, la costellazione, la foresta… Alla fine di questo percorso fatto insieme, i ragazzi sono giunti a trovare una propria isola personale ma allo stesso tempo hanno capito che da quell’isola dovranno ripartire per nuove avventure.

L’ultima tappa di questo viaggio si è conclusa con l’incontro con l’autore del libro “Magellano”, Paolo Molinari; a questo incontro sono stati invitati anche i genitori degli alunni, ai quali è stato illustrato tutto il percorso svolto durante l’anno con i loro figli. Qual modo migliore per concludere un anno ricco di esperienze, conoscenze ed emozioni? Questo incontro ha permesso ai ragazzi di porre domande all’autore su alcune parti del testo che li hanno incuriositi o particolarmente colpiti e di approfondire alcuni elementi legati al personaggio Magellano, alla sua vita e alle azioni svolte da alcuni marinai del suo equipaggio. I ragazzi sono stati così portati a riflettere sull’uomo di ieri e l’uomo di oggi, a capire i suoi ideali e le modalità per perseguirli; a capire che quanto letto raccontava una storia vera, senza avere l’obiettivo del lieto fine, ma con la volontà di illustrare veramente le vicende umane sfidanti e complesse affrontate dai protagonisti del racconto. Si è parlato poi della bellezza dell’amicizia ma anche del tradimento e della resa.

Vale la pena rischiare la vita per l’ideale di circumnavigare la Terra? Vale la pena conquistare nuove terre con degli amici o è meglio fare le imprese da soli? Vale la pena far fatica per raggiungere un obiettivo?

“Vale la pena…” queste le parole del testo di Laura Vitale e trasformate in canzone da Walter Muto che hanno provocato la classe a porsi nuovi quesiti e hanno fatto da colonna sonora alle lezioni, anche durante il giorno in cui i ragazzi si sono confrontati con Molinari.

Per noi insegnanti sì, ne è valsa la pena! Abbiamo viaggiato tutto l’anno scolastico insieme ai nostri alunni, a volte li abbiamo aiutati a gonfiare le vele e a tirare su le ancore per lasciare un porto sicuro e intraprendere nuove avventure che non sapevamo dove ci avrebbero portato. Anche noi insegnanti a volte ci siamo arenate lungo questo viaggio chiedendoci se l’avventura proposta poteva essere quella giusta o perlomeno potesse essere percorribile con i nostri ragazzi; ma il loro entusiasmo, la loro curiosità di conoscere, il loro crescere ci hanno spronato e incoraggiato anche a trovare risorse inaspettate. “Tutto vale la pena, se il cuore è grande e non smette di cercare e di fare domande”. (dal testo della canzone Vale la pena – Vitale, Muto, 2023- che narra l’impresa di Magellano). 

Nicoletta Zanuso, Giorgia Pastrello e Delia Sittoni (Scuola primaria)

LIRE et GRANDIR.

Leggere, scrivere, crescere.

Che ci faccio qui? mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Settanta ragazzi seduti per terra, in cerchio nel grande salone della biblioteca della scuola, con un vecchio professore che conquista il centro del cerchio e si presenta con un bastone che volta a volta è un microfono, una spada, uno scettro. I bambini hanno un libro in mano, un quaderno, una penna. In questo caso il libro è Il maestro nuovo di Rob Buyea, ma come lo racconta il vecchio prof sembra la via privilegiata per arrivare a qualche misterioso luogo segreto. C’è una specie di cerimonia d’investitura: a turno i ragazzi vengono toccati con il bastone e chiamati con il nome di uno dei protagonisti narratori del libro.

Il libro non è l’oggetto incomprensibile che dovremo cercare di capire, prosegue il prof. Sarà il libro invece a spiegarci un po’ meglio chi siamo, ad aiutarci a dare un nome alle cose che ci girano intorno e che abbiamo nel cuore. Come si chiama questa cosa magica che succede? Come lo chiamiamo questo spazio, questo cerchio, dove potrebbe avvenire che ciascuno di noi racconti, come fanno i personaggi del libro, quali paure ha nello stomaco, quale lacrima ha pianto l’ultima volta che ha pianto, quale segreto lo tiene ancora prigioniero?

Il vecchio prof si avvicina alla lavagna di ardesia montata su ruote che ha voluto in quello spazio e ci scrive sopra con il gesso la frase: “Che ci faccio qui?” E spiega agli alunni che la domanda è rivolta a loro, ma che per primo se l’è fatta lui quella mattina.E mai domanda è più ineludibile di quella. Per lui, ma anche per loro. Che ci faccio qui? Si può anche tradurre così: che cos’è davvero questa cosa che facciamo? Che cosa voglio da questo momento, da questa cosa che incomincia?

Consapevolezza di sé mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Da alcuni anni propongo un incontro con l’ossigeno vivo del racconto, della narrazione, del sapere che si offre come un evento.  Propongo un gesto, una cosa semplice: leggere un libro ad alta voce. Non per imparare a capire il libro, ma per vedere se il libro capisce me e il mio mondo; per vedere se il libro è talmente vivo da farmi chiedere alla fine se non è il caso che il mondo cambi. Senza compiti e analisi da fare. Lontano un’ora dall’idea del libro che a scuola spesso si sperimenta. E se poi le parole del libro sono più vere di quelle del mondo, se sono in grado addirittura di giudicarlo, potremo usare il libro per riscrivere anche noi almeno un pezzo del nostro mondo. Per trovare la nostra voce.

Una comunità di lettori e scrittori mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Nel corso dell’anno alcune classi si trovano insieme a leggere il testo scelto. Non in una classe. Non solo una classe: il professore aspetta gli alunni in un luogo capace di accogliere più classi parallele, fino a quattro classi insieme, con i loro professori. Tutti in cerchio, seduti per terra. O se si è fortunati su sgabelli che possano consentire di mettersi in cerchio. Così il gesto della lettura ha come componente essenziale anche quella dell’andare verso. Capita quello che Montale dice nella sua poesia I limoni:  per conoscere bisogna mettersi in movimento, ascoltare in silenzio, aspettando che in quel silenzio, in quell’ascolto possa accadere una rivelazione. Ecco, il gesto così è completo: il prof legge ad alta voce, si ferma ogni volta che incontra passaggi importanti, chiede agli alunni di confrontarsi con quanto viene letto. Al termine di ogni lettura sono suggerite delle tracce di riflessione: agli alunni viene chiesto di scrivere un testo per la volta successiva, raccontando la loro esperienza, paragonandosi con quanto accade nel libro.  Un incontro a settimana, a costruire una specie di rito, come vuole la volpe di Saint Exupery. Dalla lettura si passa quindi alla produzione scritta, intesa come narrazione della propria vita, un modo originale di riscrivere il proprio mondo a partire dal colloquio con il libro. Libro che diventa vivo e vero, che consente a ciascuno degli alunni di fare i conti con sentimenti ed esperienze che insegnano a dare un nome anche a ciò che essi vivono. Questo spazio diventa così l’occasione per una rilettura della propria esperienza, ma anche della scoperta del senso e del valore dell’altro, poiché ciascuno, raccontandosi, diventa anche dono per l’altro.

Gli insegnanti della classe raccoglieranno volta per volta i testi nati dalla riflessione sui punti sottolineati dal professore e nella lezione successiva una prima parte verrà dedicata alla lettura di alcuni di questi testi da parte dei  ragazzi. Il professore ne evidenzia i passaggi interessanti, che diventano ulteriori paradigmi con cui tutti possono confrontarsi. Le paure, i timori, le preoccupazioni si sciolgono: ciascuno viene valorizzato, ciascuno contribuisce a tirare su un pezzettino di quel luogo, di quella casa che si vuole costruire. E alla fine del lavoro, ciascuno potrà raccogliere i suoi testi in un piccolo quaderno biografico: un libro che è nato dal corpo a corpo con un altro libro.

Libertà, competenza e inclusione mmmmmmmmmmmmmmmmmm All’interno di una proposta educativa e didattica per gli alunni della scuola secondaria di primo grado, il progetto Lire et grandir costruisce uno spazio di maggiore libertà anche rispetto all’esito scolastico. L’orizzonte dentro il quale le cose si affrontano non è più solo quello della classe; insieme agli altri ci si riconosce bisognosi di imparare, interessati a capire per crescere: la scuola diventa un paese nuovo, una casa che accoglie e che lancia la sfida della ragione e rende protagonisti anche coloro che solitamente si possono sentire esclusi o incontrano difficoltà a integrarsi nel percorso dell’apprendimento.

Qualche esempio mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Quest’anno ho letto e messo davanti agli occhi dei ragazzi di seconda media le parole che stavano lì a respirare con i polmoni  di Cesare in Click! di Luigi Ballerini. Ho preso quelle parole e ho detto loro di mettersele in tasca, come sassi: da una parte il cellulare, dall’altra queste pietre preziose. Non ho dato un compito. Ho chiesto loro, durante la settimana, di tirare fuori ogni tanto quelle parole-pietre, mica solo lo smartphone. Di stringerle nel pugno, di provare a vedere come loro potessero usarle. Di scriverle in un testo, solo se volevano, facendole tornare in vita dentro il loro racconto.

Ho letto con gli alunni di due classi prime Il piccolo principe di Saint-Exupéry: i baobab mettono in pericolo la vita del suo piccolo pianeta e lui si impegna a estirparli per evitare la catastrofe. Ho chiesto ai ragazzi di scrivere quali baobab mettevano in pericolo il loro piccolo pianeta. Quali preoccupazioni, paure, pesi si sentivano addosso, quale male impediva loro di sentirsi felici. E di chiamarlo per nome, di scriverlo sul foglio. E durante la lezione successiva i ragazzi si sono alzati a turno e hanno buttato quel foglio dentro la scatola che avevamo messo in mezzo alla biblioteca. Quello che ha scritto, qualcuno lo dice ad alta voce, qualcuno lo tiene segreto. Quando tornano a sedersi per terra, incuriositi e divertiti anche, mi avvicino al centro della stanza, prendo la scatola e comincio a sciogliere le pallottole di carta che hanno buttato lì dentro. E leggo ad alta voce da ogni foglio quell’unica parola che ciascuno di loro ha scritto: in un foglio a quadretti, con il pennarello rosso c’è la parola paura. In un altro, con una scrittura volutamente tremolante c’è scritto ansia; in un altro ancora delusione; e poi ancora rabbia, tristezza, solitudine. La lezione può essere anche così: con loro che buttano questi baobab, con un gesto che dice che le piante che infestano il nostro cuore e ci impediscono di guardare alla vita con desiderio e speranza possono essere estirpate. Un gesto per buttare via le parole cupe. Un gesto simbolico che è all’inizio di un viaggio: del viaggio del piccolo principe che scoprirà perché tornare sul suo piccolo pianeta dopo avere attraversato il deserto e incontrato qualcuno che ha dato voce, fiato, aria e sangue alle parole che prima non comprendeva. L’inizio del viaggio anche per questi ragazzi che, come al piccolo principe è accaduto con la volpe, dovranno trovare qualcuno che non spieghi soltanto le parole su un foglio. I ragazzi chiedono che la domanda nascosta sotto tutti quei pesi sia innanzitutto svelata: lo sai che vuoi essere felice? Lo sai che tanti come te si sono messi in viaggio prima di te e adesso con te? Lo sai che non sei solo? Chiedono di conoscere come altri prima di loro si siano chiesti le cose che si chiedono loro, che nome gli hanno dato, quale viaggio hanno fatto per scoprire perché valesse la pena lavorare ogni giorno a togliere baobab per salvare una rosa. Chiedono di capire qual è la loro rosa, per chi e per che cosa svegliarsi ogni giorno e crescere e abitare il mondo. E chiedono un testimone: qualcuno che gli faccia compagnia, che con la sua stessa vita viva renda vere le parole di cui il mondo è fatto. Qualcuno che insieme a loro si metta a fare questo viaggio, ripercorrendo le parole degli altri.

Quali libri? Quale voce? mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm I libri che mi hanno accompagnato in questo viaggio sono stati parecchi: per le classi prime ricordo Pinocchio, Il piccolo principe, Il giardino segreto e Il maestro nuovo che qualche volta però è stato letto anche nelle seconde. A cui ho proposto spesso anche Click!, come ho ricordato prima. Nelle terze il bel libro di Ferrara La corsa giusta, o The giver di Lowry, o il mio romanzo in versi Fuori i secondi.  Libri che, in modo diverso uno dall’altro, hanno saputo creare la possibilità di un’esperienza viva di scuola, di educazione, di crescita. Ed è assolutamente vero: bisogna tornare a leggere i libri. Ma soprattutto ci vuole qualcuno che sia in grado di farlo parlare davvero, il libro. Perché le parole sopra un foglio possono restare mute. Le parole sopra un foglio possono essere vuote. C’è bisogno di una voce, di un fiato, di un’aria e di un sangue che le renda vive. Di un testimone, appunto. Un amico mi ha detto che, proprio per questo motivo, questa esperienza di scuola non diventerà mai “scuola”, intesa come “istituzione”, “pedagogia” o “tradizione condivisa”: perché non c’è nessuna riforma che insegni a essere testimoni così. Ma al di là di uno scetticismo più o meno giustificato, forse questa è propriamente la sfida del presente: che esperienze positive in atto siano condivise e comunicate. E che ci si impegni a tutti i livelli – dalla formazione ai libri di testo, agli strumenti digitali – perché l’accento umanistico e personalistico torni ad essere capace di incidere nella prassi quotidiana dell’educazione e dell’insegnamento. Perché i ragazzi tornino a desiderare di essere protagonisti della loro storia, della loro vita.

Corrado Bagnoli (Scuola secondaria di I grado)

SI PARTE PER L’AVVENTURA!

Con “La regina della neve” si varca un altro mondo

Quest’anno, il mio ultimo anno di scuola, si sta rivelando un’avventura piena di sorprese che ogni giorno mi coinvolge in modo nuovo e inaspettato. In diverse classi di scuola primaria propongo l’incontro con un libro, scelto in collaborazione con l’insegnante in base ai suoi contenuti e alle caratteristiche della classe. In ogni classe la proposta di lettura si dipana in tre interventi settimanali, di un’ora ciascuno, e si declina in forme ogni volta diverse, a seconda degli spunti che man mano la lettura offre.

Ogni volta aprire la porta di un’aula è come varcare la soglia di un mondo in cui immergermi insieme ai miei trepidanti compagni di viaggio. “Si parte per l’avventura” è il grido di battaglia e la disposizione d’animo che, grandi e piccoli, condividiamo nell’aprire il libro. Poi inizia la storia e, anche se seduti nei banchi, non siamo più qui.

In classe seconda è terminata in questi giorni la lettura de La regina della neve, una delle fiabe più articolate e affascinanti di Andersen. È divisa in sette storie e la prima, “[…] che tratta dello specchio e delle schegge”, ci introduce subito in un mondo dove, a dispetto del più moderno relativismo, il Bene e il Male hanno un volto preciso, inequivocabile, che i bambini riconoscono e capiscono bene. La realtà che era buona, diventa brutta e cattiva per la malefica invenzione di uno specchio malvagio che distorce ogni cosa che vi si rifletta. Giochiamo al “gioco dei contrari”: di ogni qualità troviamo il suo opposto, di ogni azione troviamo il suo riverbero, triste o lieto, nel cuore dei protagonisti, Kay e Gerda, e nel cuore dei bambini stessi che subito si identificano in essi. Kay, che ha ceduto al male, si perde e deve essere ritrovato. La caduta esige un sacrificio di espiazione e Gerda parte per il “vasto mondo”, intrepida, alla ricerca dell’amico. Ogni storia racconta una tappa del suo incredibile viaggio: dal giardino della maga che vuole rubarle la memoria per trattenerla, ad una serie di incontri, con le cornacchie, con il principe e la principessa, con la figlia del brigante, con la renna, con le donne di Lapponia e di Finlandia, dove ognuno si commuove per il suo disarmato coraggio e si mette al suo servizio. Ogni incontro stupisce, affascina, diverte. Il momento che più commuove è la constatazione, da tutti condivisa, che Gerda non ha bisogno che le vengano donati poteri magici: il suo potere è il suo cuore puro, e poi c’è la preghiera che le ha insegnato la nonna, il Padre nostro.

Così vince la battaglia contro i malefici aiutanti della Regina, così, con le sue calde lacrime, scioglie il grumo di ghiaccio che paralizzava il cuore di Kay, così compongono la parola che li renderà liberi, eternità, che vuol dire per sempre.

La lettura è sempre seguita da domande, considerazioni, dialoghi. I bambini si riconoscono di volta in volta nell’uno o nell’altro personaggio. Pongo loro delle domande per avviare un lavoro di riflessione scritta: Anche tu hai un amico, un’amica?  Che cosa ti piace di lui? Che cosa fate insieme? Vi capita di litigare? Anche tu qualche volta ti sei sentito come Kay? Anche tu hai aiutato un amico come ha fatto Gerda? Che cosa ti ha spaventato, fatto arrabbiare, commosso, divertito di questa fiaba?

Sono i primi testi su cui i bambini si cimentano, ma la motivazione è forte e questo li aiuta a esprimersi in pensieri semplici ma significativi. Disegnano con grande impegno i momenti della fiaba che li hanno più colpiti e i disegni sono sempre più accurati ed espressivi. Ogni piccola produzione viene rivista insieme, proposta a tutti, valorizzata. Con la suggestione di brani musicali adatti, abbiamo ripercorso le sette storie mettendo in scena alcuni dialoghi, abbiamo ballato, suonato, imparato e cantato la canzone composta sul tema, “Storia di amicizia”. Ogni bambino ha raccolto i brani più significativi della fiaba, i testi, i disegni, le considerazioni personali, in un fascicolo che è diventato così il suo libro.

Finito il viaggio siamo “tornati a casa”, ma, come prometteva l’inizio della fiaba, ora ne sappiamo di più di quello che prima sapevamo. Abbiamo esplorato il mondo fino alle terre del nord illuminate dall’aurora boreale, abbiamo riconosciuto che cosa fa bene o male al cuore e che cosa bisogna sacrificare per ritrovare l’amicizia perduta e conservarla per sempre.

Laura Vitale (scuola primaria)

Corso annuale 2022

LA FIABA: L’ARCHETIPO DEL RACCONTO

Ci sono testi che permettono di intercettare un significato per vivere, approfondendo la comprensione di sé e del mondo. Stiamo verificando che la loro lettura a scuola è un’attività didattica efficace, che può rispondere al bisogno educativo dei ragazzi. E’ il tentativo di far vivere alla classe una vera esperienza letteraria, scoprendo e riflettendo sugli elementi fondanti l’umano. L’edizione di quest’anno è dedicata in particolare alle fiabe.

ll corso si articola in quattro webinar che si svolgeranno il giovedì dalle 17 alle 19.

  • 17 novembre L’osso del racconto: lezione di metodo. Interverrà come relatore Alberto Bordin.
  • 1 dicembre Al cuore della fiaba: eternità e desiderio di vita in Andersen. Interverrà come relatrice Emma Bacca.
  • 23 febbraio Il racconto: dalla struttura al significato. Interverrà come relatore Alberto Bordin.
  • 20 aprile Condivisione e confronto sulle esperienze vissute durante l’anno. Modereranno l’incontro Maria De Nigris e Paolo Ferrero Merlino.

I partecipanti saranno invitati a sperimentare loro stessi nelle loro classi il metodo della Bottega, partecipando attivamente alla verifica e alla crescita della nostra proposta.

Le iscrizioni sono aperte dal 30 ottobre al 13 novembre, trovate tutte le istruzioni al seguente link: http://www.diesse.org/lebotteghedellinsegnare/il-libro-fondativo

Ovviamente scriveteci pure se volete altre informazioni.